IL GRANDE RITRATTO
per flauto basso, violino e pianoforte / for bass flute, violin and piano (2008/09)
dedicato a / dedicated to: AlbatrosEnsemble - Italy

EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO
pages 1 - 3
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ritrattoIn un romanzo - forse non tra i suoi scritti più conosciuti - di Dino Buzzati, dal quale questo lavoro prende titolo, si immagina che una sterminata apparecchiatura informatica, opera inquietante e sinistra di una scienziato, abbia il solo scopo di ridare l'esistenza alla moglie perduta, arrivando a ricrearne l'anima stessa partendo dalle tracce rimaste nel ricordo.
Con analogie certo labili ma non per questo inutili al fine di creare un adeguato ambiente evocativo ed emozionale, è qui il primo inciso del Lied Ihr Bild tratto dal ciclo schubertiano Schwanengesang a rappresentare la matrice a partire dalla quale viene generato l'intero lavoro. Non puro e semplice “materiale”, quindi, ma elemento vivo, unico, desideroso di rivelare ed affermare la propria personalità anche nelle trasformazioni e nelle ricostruzioni più complesse. E certamente, ad eccezione parziale di pochissime battute attorno ai due terzi del lavoro, non vi è tuttavia alcun interesse alla citazione in sé e quindi alla riconoscibilità letterale del frammento generatore: soprattutto nelle sezioni iniziali esso risulta polverizzato in gesti estremamente frammentari, esili, dando vita ad un percorso di disvelamento progressivo delle proprie caratteristiche; percorso non rettilineo, talvolta aggredito da figure ostili che rimandano quasi al punto di partenza il cammino di sostanziazione faticosamente intrapreso.
Preceduto da un breve episodio energicamente assertivo, il brano si spegne su un'ampia, pacata presentazione del frammento di base, che compare ora sovrapposto a se stesso più volte, secondo diversi coefficienti di dilatazione, in un gioco di vaste risonanze e di rifrazioni cromatiche solo saltuariamente tagliate da acuti incisi del pianoforte.
Il grande ritratto, che trova la sua cifra timbrica grazie alla presenza del flauto basso accanto al violino e al pianoforte, è stato scritto per l'AlbatrosEnsemble, ad ai suoi tre componenti è dedicato con sincera amicizia.


The piece takes its title from a novel by Buzzati, one of his least known, in which a scientist has created a strange computerized device whose purpose is to bring his dead wife back to life, and manages to recreate her very soul from the traces of memory.
With fleeting analogies, aimed at creating an evocative and emotional atmosphere, the basic matrix for the whole work is supplied by an extract from Ihr Bild taken from Schubert's cycle Schwanengesang. Not pure and simple "material", but a living element, unique in its transformations and most complex of reconstructions. With the exception of a very few bars, there is no interest given to the quotation as such which would allow the fragment to be recognized literally. Especially in the initial sections it is pulverized into fragmentary and feeble gestures, giving rise to a course of progressive unveiling; a course that is by no means straightforward, as it is attacked by hostile figures that hark back to the starting point of the piece.
After a brief and energetically assertive episode, the piece closes with a placid presentation of the basic fragment, now superimposed upon itself several times, in a play of chromatic resonances and refractions interrupted occasionally by the high pitched comments of the piano. The fundamental timbre is provided by the bass flute.



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