ARMISTIZIO
per organo / for organ (2022)
dedicato a / dedicated to: Luca Antoniotti - Italia
EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO
pages 1, 2

Il Natale 1914 giunse trovando l’Europa in fiamme, con soldati di varie nazioni impegnati duramente nel primo conflitto di proporzioni mondiali. Già nella settimana antecedente dalle trincee tedesche e britanniche si erano levate canzoni ed erano partiti auguri in direzione del nemico.
Durante la vigilia e nello stesso giorno di Natale molti soldati giunsero addirittura ad abbandonare spontaneamente il posto di combattimento per fraternizzare nella terra di nessuno, con scambi di doni e cibo e con l’organizzazione di cerimonie religiose comuni, dando luogo alla cosiddetta “tregua di Natale”.
Ovviamente avversati duramente dalle alte gerarchie militari, tali episodi divennero sempre più rari negli anni successivi, pur non scomparendo del tutto e presentandosi occasionalmente anche in altri momenti dell’anno. Questo riferimento agisce in maniera chiara sulla struttura di Armistizio.
Nessun elemento apertamente descrittivo e, men che meno, nessuna allusione militaresca esplicita. È piuttosto il percorso complessivo a suggerire un aperto legame con quell’episodio: un cammino che dall’inquieta staticità dell’inizio scivola rapidamente verso momenti sempre più energici e agitati.
All’improvviso tutto si placa su una parentesi improvvisamente rarefatta, quasi elementare e congelata. È tuttavia solo un attimo di tregua, appunto. Il ritorno improvviso delle gestualità più violente presenta un percorso sostanzialmente opposto a quanto mostrato precedentemente, riportando tutto alla situazione iniziale, ansiosamente sospesa.
La trama compositiva è regolata da un implacabile gioco di relazioni e proporzioni derivanti da una cellula melodica originaria, ma entrare nel dettaglio servirebbe solo a far preoccupare i potenziali ascoltatori.






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