GOLEM
per clarinetto contrabbasso / for contrabass clarinet (2004)
dedicato a: Sebastian Borsch - Germany
EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO
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On CD (CD Karnatic Lab Records KLR 022; cb.cl.: Sebastian Borsch)

Golem è una tappa nell'ambito della mia esplorazione degli strumenti gravi o gravissimi, che mi ha visto dedicare in passato pagine, ad esempio, al controfagotto, al flauto basso, al sassofono basso, al flauto dolce basso.
Della durata approssimativa di sette minuti e scritto per Sebastian Borsch, questo lavoro rappresenta la prima concretizzazione del mio interesse per il clarinetto contrabbasso, destinata nel tempo ad essere seguita da ulteriori composizioni solistiche (No Time Zone II) o per vari organici (Le retour du Golem, Ice and Steel, Vocativo).
risulta contraddistinto da un andamento instabile e rapsodico, che diventa frammentariamente caleidoscopico nella seconda parte del pezzo, in una sorta di mosaico che cerca a fatica di trovare una direzione. Viene esplorata in particolare l'estrema duttilità dello strumento, soprattutto nelle sue regioni gravi e acutissime, altrettanto affascinanti.
Il richiamo al Golem, leggendaria creatura d'argilla plasmata da Rabbi Löw in aiuto della popolazione ebraica praghese e riconvertita nuovamente in argilla in seguito alla sua ribellione, vale come astratta ambientazione espressiva del pezzo, fuori da ogni lineare descrittivismo.

Golem is a stage in my exploration of low instruments (one which follows works written for contrabassoon, bass flute and bass recorders, among others); it has been the first result of my interest in contrabass clarinet, opening the way to other works in which it appears in different combinations of instruments (Le retour du Golem, No Time Zone II, Ice and Steel, Vocativo).
Lasting about seven minutes and written for Sebastian Borsch, this piece has an unstable and rhapsodic character which in the second half of the work becomes increasingly fragmented, combining little figures as in a mosaic, constantly seeking a clear direction.
The great versatility of the instrument is thoroughly explored in both very low and very high registers, each of which is fascinating in the same way. The titular reference to the Golem - a legendary creature molded from clay by Rabbi Löw to give help to the Jewish people of Prague and then converted again to clay after its rebellion - is an abstract model for the expressive dramaturgy of the work, without any representation in the music itself.



(Thanks to Sebastian Borsch)



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