PLOJA TAI CUNFÍNS
per voce, violino e pianoforte su tre poesie di Pier Paolo Pasolini / for voice, violin and piano on three poems by Pier Paolo Pasolini (2022)
dedicato a / dedicated to: Federica Cassati, Verena Rojc e Adele D'Aronzo
EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO
pages 1, 7, 10

Ploja tai cunf’ns
Avendo ricevuto per questa commissione la richiesta di servirmi delle poesie in friulano di Pasolini mi sono accostato a questi versi con qualche preoccupazione. Non mi pareva semplice misurarsi con materiali poetici non solo di straordinaria bellezza ma anche dotati di forte personalità per via dei moltissimi utilizzi musicali ed extramusicali.
A questo si aggiungeva la tendenziale narratività della maggior parte di questo gruppo di poesie, caratteristica non vicina alle mie ultime scelte testuali per lavori vocali, volte a privilegiare ad esempio elenchi privi di vera direzionalità.
Proprio su questo aspetto si sono mossi i primi passi, scegliendo tre poesie dalla raccolta "Poesie a Casarsa" caratterizzate in certo qual modo da una struttura geometrica e meno narrativa, volta a mostrare in tutti e tre i casi una chiara simmetria fra un antecedente e un conseguente.
Le poesie sono "Fevrar", "Li letanis dal biel fí" (solo la seconda strofa) e "Ploja tai cunfíns". Ancor più di quanto io solitamente faccia avendo a che fare con materiale testuale, in questa occasione ho rinunciato completamente a qualsiasi strutturazione formale a priori, affidandomi in maniera piana e completa al percorso e alle simmetrie dei versi, con ritorni di materiali per lo più volutamente letterali, intatti.
Ho steso quindi le tre linee vocali, rinunciando anche in questo caso in maniera quasi assoluta a predeterminazioni astratte delle componenti ed affidandomi invece a scelte istintive, peraltro sempre legate ad una gestione molto semplice della sillabazione e mirando quindi ad una franca comprensibilità del testo.
Solo successivamente (e con una modesta quota di adattamenti delle linee vocali) ho realizzato le due parti strumentali, che nel secondo numero si riducono al solo violino, unico strumento a seguire e a sostenere la voce.
Anche la complessità esecutiva è stata tenuta (forse) sotto controllo, non certo per sfiducia verso le tre meravigliose interpreti quanto forse per bilanciare ed espiare alcuni eccessi passati...






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