ROSSO FUOCO
per chitarra a dieci corde / for ten-string guitar (2016)

dedicato a / dedicated to: Leonardo De Marchi - Italy

EDIZIONI SUVINI ZERBONI - MILANO
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audio integrale

rosso fuoco
Nel corso degli anni, pur non seguendo un disegno preciso, mi sono trovato a dedicare alla chitarra un numero considerevole di composizioni, delle quali vado abbastanza soddisfatto e che spaziano da lavori solistici (compresi due brani per chitarra elettrica) a organici cameristici di varia natura. Inevitabile quindi che mi interessasse la proposta giuntami da Leonardo De Marchi, ovvero di fornire un mio contributo al lavoro di ampliamento del repertorio per chitarra a dieci corde che da qualche tempo questo ottimo solista sta perseguendo.
Naturalmente l'interesse è stato reso ancora più deciso per via del mio tradizionale interesse verso gli strumenti inconsueti o comunque di non comune utilizzo, qual è sicuramente il decacordo. Ne è quindi nato Rosso fuoco, dove ho cercato di valorizzare le caratteristiche particolari di questa chitarra, ovvero il registro più grave, la possibilità di accordalità particolarmente ricche, sonore e armonicamente inconsuete, nonché un arricchito campionario di armonici naturali e di possibili risonanze.
Il tutto è calato in una narrazione complessiva a me cara, suggerita dal titolo e caratterizzata di una gestualità frequentemente aggressiva e violenta, incisa da repentini cambi di scenario e raramente ripiegata su brevi episodi di carattere più raccolto.
Un accordo di dieci suoni, nelle sue molteplici trasformazioni, svolge il ruolo di pietra miliare a disegnare un cammino frantumato, a tratti quasi improvvisativo e pronto a seguire nelle loro digressioni gesti spesso antitetici. Pur se non cercato deliberatamente, un notevole virtuosismo è quindi connotato inevitabile di Rosso fuoco, ma delle dita del dedicatario si ha piena fiducia.

Over the years, though not following any precise pattern, I have found myself dedicating a considerable number of compositions to the guitar, which I am quite satisfied with, and range from solo pieces (including two pieces for electric guitar) to various types of chamber group. It was inevitable, then, that my interest was stimulated by the request from Leonardo De Marchi, to add to his repertory for ten-string guitar that the excellent soloist had been cultivating for some time.
Naturally my interest became even greater on account of my traditional passion for unusual or uncommonly used instruments, which is certainly the case for the ten-stringed guitar. And so Rosso fuoco was born, where I have tried to exploit the particular characteristics of this guitar, that is say the lower register, the possibility of particularly rich chords, unusual in their sound and harmony, as well as an enriched selection of natural harmonics and possible resonances.
All of this contained in an overall narration I am particularly fond of, suggested by the title and characterized by a gesturality that is frequently aggressive and violent, interrupted by sudden changes in scenario and rarely resorting to brief episodes of a more meditative nature.
A chord of ten notes, and its multiple transformations, plays a key role in marking out the broken pathway, at times almost improvised and ready to digress into gestures that are often antithetic. Though not looked for deliberately, Rosso fuoco involves a notable virtuoso element, but I have full trust in the fingers of the dedicatee